ERGO UNA
ROSA
Ergo una rosa, e
tutto ora si illumina
come non fa la luna
né può il sole:
serpe di luce
ardente e attorcigliata
o vento di capelli
che scompiglia.
Ergo una rosa, e
grido a quanti uccelli
punteggiano di nidi
e canti il cielo,
batto al suolo
l’ordine che decide
l’unione dei demoni
e dei santi.
Ergo una rosa, un
corpo e un destino
contro il freddo
della notte che avanza,
e con la linfa
della rosa e col mio sangue
innalzo perennità
in vita breve.
Ergo una rosa, e
lascio, e abbandono
quanto mi duole di
pene e di paure.
Ergo una rosa, sì,
e odo la vita
in questo cantar
d’uccelli sulle spalle.
José Saramago
![]() |
| roma - roseto comunale |































Nessun commento:
Posta un commento
grazie per il tuo commento...