domenica 26 agosto 2012

rosa rosae rosae...

ERGO UNA ROSA


 
 

Ergo una rosa, e tutto ora si illumina


come non fa la luna né può il sole:


serpe di luce ardente e attorcigliata


o vento di capelli che scompiglia.




Ergo una rosa, e grido a quanti uccelli


punteggiano di nidi e canti il cielo,


batto al suolo l’ordine che decide


l’unione dei demoni e dei santi.




Ergo una rosa, un corpo e un destino


contro il freddo della notte che avanza,


e con la linfa della rosa e col mio sangue


innalzo perennità in vita breve.




Ergo una rosa, e lascio, e abbandono


quanto mi duole di pene e di paure.


Ergo una rosa, sì, e odo la vita


in questo cantar d’uccelli sulle spalle.
 
José Saramago
 
 
roma - roseto comunale































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